Delle due linee di pensiero in cui la linguistica
moderna a questo proposito si divide, una ravvisa
nel secondo elemento del sintagma il lat. matta
stuoia, e quindi gli annette il significato
di casa della stuoia; laltra intende
matto
come aggettivo qui con valore di falso
come nelle espressioni soldo matto e sim. e dunque lo riferisce a «un qualcosa che
pare una casa» ma in realtà non lo è, o non lo è
appieno.
In tal senso si veda quanto scrive
il DELI. Dizionario
etimologico della lingua italiana di Manlio
Cortelazzo e Paolo Zolli (Bologna 19992, p. 307) alla vc. casamatta, parola che entra nel lessico
it. con Larte
della guerra di Niccolò Machiavelli (1518),
ma di cui, alla lunga quanto meno dei due secoli
precedenti, abbiamo unampia casistica di attestazioni
toponomastiche nellItalia padana.
Scrive dunque il DELI: «Letim. della vc. è ancora
oggetto di discussione. Il Sella [Glossario
latino emiliano], s. v. Ca
Matta scrive: La prima menzione di Ca
Matta è a Ravenna nel 1276, nome di luogo che fu
poi assunto dalla famosa corporazione ravennate
dei pescatori. A Modena la traccia più antica è
del 1363; si ha il guazzadore della Camatta,
guazzatoio detto la Camatta, discesa
della Camatta, anche qui nome di luogo che
certamente nulla ha di comune con il significato
di guazzatoio. Nel latino classico e medievale la
parola matta
significa stuoia di giunchi (
) definiremo
ca matta come una capanna coperta da un intreccio
di giunchi o di stuoie, come ancor oggi si usa nelle
valli da pesca del ravennate, capanna bassa a vôlta
tonda e senza finestre. Tale significato di matta
si trova nel lavoriero per la pesca delle anguille
a Comacchio (
) dove si usa il colauro matto,
nome dato alle pareti di arella che cingon il lavoriero
da pesca; a Lugo nel senso di piccola capanna si
usa ancor oggi la parola ca matta. Dal nome della
capanna ne vengono i vari nomi di luogo Camatta,
Camatte presso Chignolo Po (Pavia), San Benedetto
Po, presso Pavullo nel Frignano, presso Cittadella
Veneta, presso San Vito al Tagliamento, presso Falzè
di Piave, Camattina presso Mantova, Casa dei Matti
presso Bobbio ed in molti altri luoghi. A Mantova
abbiamo la Via Matta, un tempo via in terreno paludoso,
sostenuta da matte o graticciati. Dalla ca matta,
piccola capanna di giunchi, non è difficile il vedere
come si sia venuti al termine militare di casamatta.
Ricordiamo come nella difesa e nellattacco
delle fortezze fosse comune luso di graticci
impastati o ricoperti di terra od altro materiale,
a forma di vôlta a copertura di luoghi o di persone
esposte e si vedrà come questi rifugi abbiano dato
poi nel secolo XVI il nome ad un ricovero in muratura
detto camatta, a volta basso, senza finestra, la
stessa forma della camatta ravennate. Questa
etimologia è accettata dal DEI [Dizionario
etimologico di C. Battisti e G. Alessio] e non
ci pare di poterla escludere a priori. La esclude
invece perentoriamente il VEI [Vocabolario
etimologico di Angelico Prati], in quale ritiene
che casamatta (casa matta) significhi
falsa casa: questultima ipotesi
è accettata anche da Devoto [Avviamento alla etimologia italiana] e,
sia pure con qualche incertezza, da Migliorini Duro
[Prontuario etimologico della lingua italiana]».
Se il DELI evita di prender posizione nel dibattito etimologico, non così
lautorevole Diccionario
crítico etimológico castellano e hispánico di
J. Corominas e J. A. Pascual (vol. I, Madrid 1980,
p. 902b), per il quale lit. casa
matta va
inteso come casa falsa, impropria, probablemente
en el sentido de algo que parece una casa.
Su mattus,
matta
cfr. inoltre Giulio Bertoni, in «Zeitschrift für
romanische Philologie», 36 (1912) p. 293; ID., in
Enc. it., XIX, p. 926A; Giovanni Alessio,
Lexicon etymologicum.
Supplemento ai dizionari etimologici latini e romanzi,
Napoli 1976, p. 259.