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La
millenaria Casa Matha, di cui Ravenna può ben
vantarsi essendo la libera associazione più antica
del mondo, vive per trasferire al futuro un modo antico
di essere di un settore delleconomia ravennate:
uomini che in simbiosi con lambiente amavano valli
e pinete e ne traevano nutrimento per la città.
Cè ormai la certezza che in futuro la natura
riproporrà, a causa del fenomeno della subsidenza,
le antiche vastità semisommerse: il destino dei
paleolidi sabbiosi sui quali i ravennati piantarono
la pineta è dunque di finire sottacqua.
Come le antiche valli, anche la pineta è cosa
dei ravennati. Lo è tanto che nel vessillo comunale
campeggia un grande pino ad ombrello fra due leoni rampanti.
A buon diritto tutori delle tradizioni ravennati, ci
adoperiamo in tutte le maniere per la salvezza della
pineta.
Lo stato di degrado è forte: lacqua regna
ormai sovrana, le basse sono sempre più
ampie, i pini affondano le radici negli acquitrini e
muoiono per asfissia, oppure si ribaltano al primo alito
di vento.
Il degrado del nostro ambiente naturale è stato
veloce e progressivo. Pinete, valli, coste: un patrimonio
di inestimabile valore che purtroppo non riusciremo
a trasmettere alle nuove generazioni così come
ci era stato affidato.
La Casa Matha sta ritornando alle sue antiche origini
di rappresentante dei pescatori di acque interne e si
è candidata alla gestione delle attività
di pesca, itticoltura e pesca di bivalvi nelle pialasse.
Ecco perché non può rimanere indifferente
di fronte al problema della subsidenza, causato dagli
emungimenti di acque di falda e di gas metano.
Le proiezioni allanno 2020/2025 parlano di un
abbassamento di non meno di 25 centimetri. Previsioni
proiettate più lontano ci dicono che Ravenna
sarà a rischio di alluvione per ingresso di acque
marine. Se non è possibile bloccare lestrazione
del gas metano (sarebbe però possibile lallontanamento
dalla costa dellestrazione) è però
auspicabile il blocco dellemungimento di acqua
di falda, sostituendola con acqua di superficie.
La Casa Matha chiede di incentivare e di favorire lo
sviluppo delle attività non intensive che già
si effettuano nelle nostre piallasse e che già
forniscono lavoro e reddito sufficiente ad oltre 50
addetti. Con una corretta ed oculata gestione si potrebbe
creare reddito per molti altri lavoratori.
Tra laltro la Casa Matha ha chiesto di poter recuperare
e restaurare a proprie spese una vecchia casa di caccia
(ex conti Baldi) di proprietà comunale, posta
quasi al centro della pialassa Baiona e in completo
stato di abbandono, per ricavarne una base operativa
per la facoltà di Scienze Ambientali, che così
potrebbe meglio operare proprio per gli studi sullo
stato della pialassa. Stiamo ancora aspettando una qualsiasi
risposta dallamministrazione comunale.
Oltre alle cause naturali, infatti, vi è da metter
in conto la poca sensibilità dellamministrazione
pubblica, che spesso ignora persino gli interventi più
semplici. Un esempio per tutti: basterebbe mettere la
pineta, come accade per i terreni agricoli, sotto
idrovora per contribuire a prolungare la vita
delle nostre pinete.
La Casa Matha da sempre promuove pubblicazioni e ricerche
culturali rivolte alla tutela dellambiente, valli
e pinete, alla storia della città, e a tutto
ciò che riguarda Ravenna e il suo sviluppo, come
la collaborazione con lUniversità di Bologna
e le varie associazioni culturali che trovano ospitalità
nella nostra sede.
Proprio nellAula Magna della Casa Matha è
iniziato nel 1989 il Corso di Laurea in Scienze Ambientali
dellUniversità di Bologna.
L'Ordine della Casa Matha, ieri come oggi, si erge in
difesa delle tradizioni ravennati e combatte le sue
battaglie per la tutela dell'ambiente, con la certezza
che tutta Ravenna capisca e sostenga i suoi sforzi.
Attualmente il Collegio degli Ufficiali della Società degli Uomini della Casa Matha è così composto:
PRIMO MASSARO
Paolo Bezzi
SECONDO MASSARO
Giorgio Giulianini
MASSARO EMERITO
Luciano Siboni
UFFICIALI
Massimo Bozzano
Giovanni Falcone
Nunzio Godoli
Umberto Grandi
Sergio Kraigher
Giovanni Mazzotti
Paolo Palazzi
Maurizio Piancastelli
Roberto Ravaioli
UFFICIALI REVISORI DEI CONTI
Massimo Argnani
Filiberto Ponzetti
Leo Taroni
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